Strage di Oslo e complottismi vari

Riceviamo e pubblichiamo maldestramente:
Le tesi di Masella mi sembrano quanto meno un pò campate in aria nella relazione con i fatti norvegesi. Per quanto condivida che la tesi della fo…llia individuale serva più all’alta politica e ai media per lavarsi la coscienza da anni di totale silenzio di fronte all’esacerbarsi delle tensioni identitarie in tutta europa, cercarci tracce di complotto geopolitico mi sembra un terreno un pò troppo scivoloso. ancor più quando si utilizza il solito israele come cavallo di troia. Non vorrei sembrare più realista del re, ma non perdo l’abitudine ad indignarmi quando, per trovare una giustificazione al tutto, si indica il Medioriente come primo movens di ogni fatto complesso accada nel globo. Come sai seguo da anni lo svilupparsi dei movimenti identitari e di estrema destra. seguendo quel poco di seriamente “politico” che è emerso dalle cronache della vicenda e dal profilo biografico dell’attentatore, mi sembra di vederci la materializzazione più brutale di quanto si muove in maniera sempre più forte in tutto il continente.
Breivik non si definisce fascista o nazista, ma è profondamente islamofobo e vicino, forse non solo teoricamente, all’EDL (English Defence League). Questo movimento inglese da anni sta creando forti tensioni xenofobe, aggregando intorno a sè anche omosessuali (c.d. omonazionalisti) e sedicenti difensori della democrazia. E’ la stessa posizione che esprime Geert Wilders nei Paesi Bassi e che in una certa misura rappresentano la Lega e certo nazionalismo russo. Movimenti comunitaristi, in alcuni casi esplicitamente neonazisti in altri casi autodefiniti antifascisti (proprio perchè tradizionalmente esistono identità nazionali fondate sulla guerra al nazismo, come lo Uk o la Russia). Anche Israele e le comunità ebraiche ovviamente non sono esenti da questa onda di tribalità postmoderna, così come non lo sono la stessa Palestina di Hamas e i salafisti nelle seconde e terze generazioni migranti. Nella crisi è normale che ci si aggrappi alle radici, che si pretenda che le poche risorse rimaste vengano redistribuite sulla base dello ius sanguinis e della pretesa della “preferenza nazionale” nell’accesso al welfare. La Scandinavia vive profondamente questo processo, e se ricordate, a proposito di complotti, qualche mese fa venne rubata la scritta di ingresso di Auschwitz per finanziare, sembra, attentati sul suolo svedese per destabilizzare le elezioni in favore della destra. Anche a me quella robba mi sembrava immondizia da tabloid, ma alla luce dei fatti di Oslo anche il gesto del singolo, quando così sanguinoso ed eclatante, va tenuto seriamente in considerazione. Non dubito che Breivik non stia bene con la testa, ma ci sono elementi che non lo rendono un individuo isolato nelle sue opinioni. E’ un pò lo specchio dei singoli attentati qaedisti sul suolo europeo e o dell’omidicio di Theo Van Gogh. Gesti isolati ma dal forte background politico e dalle ricadute collettive altrettanto profonde. Non penso vada cercato troppo lontano il responsabile politico, materiale o morale degli attentati di Oslo e Utoya: basta cercare, ad esempio, nelle urne elettorali veronesi.
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